Oggi (18/12/2017) nella città di San Pietroburgo si è aperta una serie di incontri dalla durata di tre giorni tra i parlamentari della Repubblica Popolare del Donetsk e i loro colleghi della Federazione Russa. Durante questa visita gli argomenti che verranno affrontati riguarderanno i piani comuni sia nel campo legislativo che di iniziativa comune. Un incontro che sembra voler sottolineare l’alleanza economica e politica tra i due attori.

Economica in quanto è manifesta volontà di voler condurre un percorso di sviluppo comune può tramutarsi in una partnership di conoscenze, in cui il Donbass ha tutto da guadagnarci. Quest’unione aspira a un importante percorso di sviluppo fondamentale per il prossimo processo di ricostruzione, sia in termini giuridico – amministrativi, che in termini economici .

La visita ad alcuni stabilimenti da parte dei rappresentanti del Donetsk può fare da spunto per una nuova rinascita economica dopo la fine del conflitto. In questo modo durante la ricostruzione la piccola repubblica non dovrà essere completamente dipendente dall’alleato russo, ma potrà auto costruirsi senza pesare sulle tasche di Mosca.

E un’alleanza politica. A questo proposito le parole pronunciate questa mattina dal presidente della RPD Alexander Zakharchenko sono una prova concreta di questa vicinanza:

«Putin ci ha dato una buona notizia: la Russia sarà dalla nostra parte e supporterà il Dombass come fin’ora ha fatto. Ha dichiarato al mondo intero come la situazione che sta montando nei nostri territori sia inaccettabile per la Russia, e che si dovrà provvedere a risolvere questo problema. È stato un sollievo sentirlo».

La spinosa situazione a cui si fa riferimento è che il Donbass è a tutti gli effetti uno stato sovrano, il cui popolo non si riconosce nell’ odierna Ucraina. Gli uomini e le donne di questa nuova comunità hanno avuto, anzi continuano ad avere la ferma volontà di affrancarsi dal Kiev e di prendere le redini del proprio destino, ma a quanto pare al momento questo merito viene riconosciuto solamente dal Cremlino.

di Ivan Pavani

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